La contattologia

Junge schne Frau setzt eine Kontaktlinse ein

Lenti a contatto per i ragazzi

L’adolescenza è un periodo cruciale nel quale fiorisce lo sviluppo dell’individuo, mutano le caratteristiche fisiche e psicologiche, hanno luogo le delicate scelte scolastiche e occupazionali che ne strutturano la sua identità e lo aiutano a identificarsi all’interno della società.

Anche il suo sistema visivo cambia e si evidenziano, proprio in età adolescenziale, ametropie e disfunzioni visive (miopia, anisometropia, astigmatismo funzionale, insufficienza accomodativa, eccesso di convergenza) che a volte sono la conseguenza di posture squilibrate e inopportune, altre volte evidenziano il tentativo del suo sistema visivo di adattarsi agli intensi impegni visivi richiesti dall’attività scolastica.

Compensare un’ametropia con lenti a contatto invece che con occhiali comporta vantaggi sia di ordine ottico-rifrattivo, sia di ordine visuopercettivo e psicologico; in assenza di motivi specifici che le controindicano, le lenti a contatto rappresentano una scelta opportuna e qualificata per la compensazione ottica dei teenagers.

In Italia l’applicazione di lenti a contatto in età adolescenziale sta conoscendo una stagione di rilevante e capillare diffusione grazie alla recente disponibilità di materiali e tecnologie costruttive più adeguati, alla maggiore professionalità degli operatori del settore, alla loro più piena consapevolezza dei vantaggi indotti dalla compensazione con lenti a contatto.

Le lenti a contatto rivestono un ruolo importante nella quotidianità degli adolescenti e sono la risposta più adeguata alle loro esigenze e al loro stile di vita dinamico, sportivo, poco prevedibile. Non va però dimenticato che, pur offrendo svariati vantaggi rispetto agli occhiali ed essendo in grado di migliorare l’autostima degli adolescenti che le portano, le lac sono dispositivi medici e la loro applicazione non va affrontata con superficialità ma attraverso un’accurata selezione dei portatori e un loro regolare controllo.

La parte clinica dell’applicazione di lenti a contatto agli adolescenti non si dovrebbe fermare alla compensazione del difetto visivo; l’ottico optometrista prende altresì in considerazione le loro abilità visive valutando:

  1. Qualità visiva
  2. Efficienza accomodativa
  3. Stabilità visione binoclare
  4. Motilità oculare
  5. Capacità di vergenza.

L’uso delle lenti a contatto nello sport

L’adolescenza è la fascia con la massima percentuale di soggetti che praticano un’attività sportiva una o più volte la settimana in Italia.

In questo periodo della vita lo sport va vissuto come esperienza giocosa ed emozionale, opportunità educativa, fonte di benessere individuale e occasione di interazione sociale.

Le potenzialità e i benefici legati ad una sana attività sportiva però trascendono l’età e da esperienza di gioco possono trasformarsi in un’attività professionistica.
Ecco che poter compensare i propri difetti visivi con un ausilio che non sia di intralcio alle proprie abilità nello svolgimento dell’attività sportiva diviene una una notevole comodità sia da un punto di vista pratico, la LaC elimina le restrizioni al campo visivo indotte dall’occhiale, dal potere delle lenti oftalmiche, dalla forma e
dimensione della montatura, sia da un punto di vista della qualità visiva offerta, in quanto rimanendo la LaC sempre centrata in ogni direzione di sguardo riduce le aberrazioni ottiche da incidenza obliqua della luce che vengono invece indotte dalle lenti oftalmiche che influenzano direttamente la qualità della visione periferica
dell’atleta, di fondamentale importanza.