I dispositivi LCD e LED come TV, PC, tablet e smartphone emettono una luce artificiale a lunghezza d’onda corta, comunemente chiamata luce blu. Questo tipo di luce, presente anche nella luce solare, può risultare dannoso per la vista in caso di esposizione prolungata.
Per proteggere gli occhi, gli specialisti raccomandano l’uso di lenti con filtro specifico per la luce blu, in aggiunta a comportamenti corretti nell’utilizzo dei dispositivi digitali.
La luce solare che raggiunge l’occhio umano si suddivide in spettro visibile (lunghezze d’onda tra 380 e 780 nm) e spettro non visibile, che comprende la luce ultravioletta (UV) e la luce infrarossa (IR).
La luce UV viene in gran parte assorbita dalla parte anteriore dell’occhio, e meno del 5% raggiunge la retina. Al contrario, la luce blu-violetta visibile (pur avendo minore energia rispetto ai raggi UV) attraversa facilmente l’occhio e può arrivare alla retina, risultando potenzialmente dannosa.
La componente blu, compresa tra 380 e 500 nm, è nota come luce visibile ad alta energia (HEV). In particolare, la fascia tra 380 e 440 nm è considerata la più rischiosa, poiché può contribuire allo sviluppo della fotoretinite, una forma di danno retinico causata da luce ad alta intensità energetica.
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